CLIPPER OMAGGIA VENEZIA CON L’ARTE DI MARCO MINTO
Il celebre brand ingaggia il giovane artista veneziano per la sua nuova linea di prodotti. Distribuita in esclusiva nel capoluogo veneto e tributo alle sue bellezze e alla sua tradizione millenaria
C’è soprattutto Venezia, con la sua storia e i suoi simboli, nel nuovo progetto di Clipper. Il famoso marchio, leader nella produzione di accendini, lancia infatti una collezione interamente dedicata alla Serenissima in collaborazione con uno tra gli artisti più promettenti del panorama figurativo cittadino.
Marco Minto, già noto per il sodalizio con Avis, AIPD (Associazione Nazionale Persone Down) e per il progetto “Colorando Venezia” portato avanti in alcune scuole primarie del territorio, firma per il brand una limited edition che omaggia la Regina dell’Adriatico, riprendendone le tradizionali icone - San Marco, il leone, i gondolieri, il gallo, il ponte di Rialto - e declinandole in chiave squisitamente pop. Immagini di un cromatismo vivace e prepotente, un po’ cartoon, un po’ naïf, forti e immediate come potrebbe dipingerle un bambino che sta scoprendo il mondo. La linea, presentata proprio in questi giorni, sarà acquistabile online e presso i rivenditori autorizzati del capoluogo veneto in duplice versione: special pack da 4 grafiche (due delle quali realizzate appositamente per questa specifica confezione), e carousel da 8 grafiche, quest’ultimo disponibile unicamente negli stores fisici. Un inno alla città e per la città e un invito a scoprirne e riscoprirne l’anima millenaria, laddove i più attenti riconosceranno anche le tonalità del Venezia Calcio, che ha appoggiato con entusiasmo il progetto partecipando al processo creativo e mettendo a disposizione i colori della sua nuova maglia.
Ci risiamo…Il sodalizio Arte/Clipper è un dogma assodato ormai, con collezioni firmate da giovani creativi e noti esponenti del panorama figurativo nostrano che tuttora spopolano tra gli aficionados. Ma questa, signori, è un’altra storia…è la storia di un amore infinito, di una passione che scavalca le generazioni, di coincidenze inaspettate e date che si rincorrono, di vuoti improvvisi e improvvise intuizioni. È la dimostrazione che niente, in fondo, accade per caso e che dietro ogni segno c’è una ragione profonda.
Marco Minto fino a due anni fa masticava economia e statistica, con un buon lavoro in tasca e un biglietto di sola andata per Parigi sul comodino. Nella Ville Lumière, però, Marco non ci è mai arrivato: il lockdown che ha fermato il mondo, nel 2020 ha messo in stand by anche lui. E lui, invece di espatriare all’ombra della Tour Eiffel si è trasferito nella vecchia casa di famiglia. La stessa in cui, da bambino, trascorreva ore interminabili accanto al nonno – infermiere in pensione col pallino della pittura – osservandolo mentre dipingeva e cibandosi dei suoi silenzi più forti di mille parole. Una figura cardine nella sua vita, un maestro, con il quale condivideva non solo il nome e il cognome, ma anche la data di nascita. E dunque gliel’aveva promesso Marco, l’aveva giurato a sé stesso che, dopo la sua morte, mai avrebbe preso in mano un pennello. Troppo forte il peso dei ricordi e la sensazione di appropriarsi di una cosa non sua. Eppure il destino sa essere imprevedibile: durante la quarantena forzata nei luoghi dell’infanzia Marco ritrova proprio la tela e i pennelli del nonno ed è magia al primo tocco, la sospirata benedizione dall’alto, il passaggio del testimone e l’inizio di un cammino che in pochi mesi lo conduce tra le braccia di Clipper, autore dell’ultima linea di accendini prodotta dal brand. Una limited edition interamente dedicata alla Serenissima e ai suoi simboli.
La poetica di Marco, del resto, fatta di suggestioni esuberanti dal forte impatto visivo, ben si sposa con lo spirito scanzonato e anticonformista di Clipper.
Un modo allegro, simpatico e fuori dagli schemi per promuovere con leggerezza l’immagine imperitura di una città senza tempo attraverso le icone che ne hanno fatto la storia: c’è il Leone, c’è San Marco, ci sono il ponte di Rialto, il gallo e i gondolieri… tutti rivisitati in chiave pop e quasi naïf, con la semplicità, l’ottimismo e l’acceso cromatismo che costituiscono l’impronta inconfondibile dello stile di Marco, l’“Haring del Canal Grande”, innamorato della sua terra e desideroso di farla conoscere e apprezzare anche e soprattutto attraverso la lente di uno sguardo inedito, vivace e un po’ irriverente.
“Sìì la fiamma, non la falena”. Come Giacomo Casanova anche Marco ci invita a non inseguire la luce, ma a essere noi stessi il faro e la luce delle nostre esistenze. Un paragone calzante che rende la collaborazione con Clipper e le sue “fiamme” ancora più ricca di spessore.